Ecco la continuazione dell'intervista:
Se fosse stato per Matteo, quindi,le ferie potevano essere bypassate.”Anastasi mi ha detto di divertirmi e di riposarmi perché in questa estate non mi avrebbe lasciato un minuto per rifiatare. Suona come una minaccia ma a me va bene, sono pronto”.
Pronto per un’estate che potrebbe essere il crocevia della sua carriera, che potrebbe promuoverlo definitivamente nel mondo dei grandi dopo tutto il bene che si è detto di lui, dopo tutti i successi individuali conquistati con le selezioni giovanili (MVP e miglior realizzatore dei mondiali Juniores). “In questo collegiale ripartiamo tutti da zero, me compreso. È un’estate importante per la nostra nazionale, abbiamo un obiettivo fondamentale da raggiungere ed è la qualificazione alle Olimpiadi di Pechino. Io sono abbastanza ottimista, tutti noi vogliamo andarci. Non ci siamo qualificati fino ad ora, ma abbiamo le possibilità per farlo in Giappone se sapremo giocare come possiamo. Non vedo rivali sulla carta più forti di noi. Sono convinto che l’obiettivo Pechino ci farà lavorare molto forte fin dai primi giorni, è la motivazione più grande che potremmo avere. Le Olimpiadi per ora restano un sogno, perché se avessimo anche la qualificazione in tasca, ci sarebbe comunque da convincere Andrea (Anastasi, ndr). Mi impegnerò tantissimo perché i collegiali con la nazionale mi rendono più forte. È una sensazione strana, ma ogni volta che ritorno nel club dopo essere stato in nazionale mi sento più forte, più completo, più capace.
Cercherò di sfruttare tutte le occasioni che il tecnico mi darà per convincerlo, ma anche per quella maglia che indosserò. Quella della nazionale ha davvero un altro peso. Porti dei colori che rappresentano la tua nazione, che hanno scritto la storia del tuo sport e che continueranno a farlo. Hai l’Italia sulle spalle e non vuoi assolutamente deluderla. Il momento dell’inno è importantissimo, durante quelle note sciogli la tua tensione e la trasformi in grinta, in voglia di battere l’avversario. Tutto questo è stupendo e se ci penso bene anche incredibile. A volte mi chiedo se è proprio il mio nome quello della lista dei convocati, se sono proprio io quello del biglietto aereo in partenza per una trasferta di world League. Mi stupisco veramente di come in così poco tempo io sia diventato un giocatore degno dell’Italia”.
Del passato con Montali, del presente con Anastasi. ”Mi ricorderò sempre di come ho conosciuto Gian Paolo Montali. Ero a Forlì per un’amichevole della nazionale Pre juniores quando il nostro allenatore Barbiero mi chiama e mi dice che Montali voleva parlarmi. Gian Paolo lo fa davanti a tutti. Mi dice che dovevo andare in palestra in un modo diverso perché la pallavolo poteva essere il mio futuro, che dovevo allenarmi ogni giorno per migliorare e che mi avrebbe convocato con la seniores. Al ritorno dal PalaFiera di Forlì a Salsomaggiore non ho pensato ad altro. Sarei andato con la seniores, ero contentissimo, si stava realizzando un sogno. Al primo collegiale non ho aperto bocca, non mi rendevo conto neanche di dove fossi. Per la prima volta mi allenavo con campioni come Papi, Fei, Cisolla. Con loro ho fatto le qualificazioni per i mondiali a Napoli. Ero spaesato, ma allenarmi con loro è stato molto importante, anche se non avevo il loro stesso livello. Mi hanno dato una grande mano a portarmi dentro al gruppo, a farmi sentire uno di loro. Gian Paolo mi ha dato una grandissima possibilità, mi ha fatto fare un salto mentale su come vivere la pallavolo. Il presente in azzurro, però, si chiama Andrea Anastasi ed anche lui di possibilità me ne ha date veramente tante. E spero di conquistarmene altrettante”. Il resto della storia di Matteo Martino si sviluppa nei club in cui ha giocato, in cui è cresciuto, in cui ha fatto vedere le sue qualità. Il primo ad accorgersi di questo talento è stato Liano Petrelli, il tecnico guida del settore giovanile della Bre Banca Lannutti Cuneo. Il suo fiuto ha scovato un’infinità di talenti, Parodi e Rosso sono due nomi da semifinale scudetto ad esempio, tra cui quello di Matteo a cui ha insegnato la pallavolo, ma al quale ha saputo insegnare molto anche fuori. “A Cuneo sono stato benissimo, la società era attenta alle nostre esigenze e poi Cuneo è la maglia con la quale ho debuttato in A1. Era la stagione 2005-2006 e Silvano Prandi mi ha fatto allenare tantissimo, ho giocato poco ma ero in un gruppo di grandissimi campioni ed ho imparato tanto”.
Il tanto imparato a Cuneo è stato messo in pratica l’anno successivo in serie A2 a Crema, dove a guidarlo c’era Luca Monti. “Luca è molto bravo a lavorare sui giovani, ci ha fatto tirar fuori il meglio di noi. È stato il mio primo anno da titolare, quello che mi ha fatto conoscere”. Martino a Crema fa così bene che diventa un pezzo pregiato del mercato. Alla fine dell’estate 2007, la M. Roma Volley diventa proprietaria del suo cartellino. I dirigenti romani, però, preferiscono fargli fare esperienza e lo girano alla Sparkling Milano. Inizia così la prima esperienza da titolare di Matteo Martino in serie A1 TIM. Bellissima, difficile, travagliata, ma dove lui ha saputo lavorare per il suo bene, allenandosi a testa bassa nonostante il maremoto che c’era intorno. “Sono arrivato alla Sparkling non immaginando che da lì a poco avrei disputato la mia prima stagione da titolare. In campo, in teoria, c’erano Samica e Rosalba. Poi, qualche loro condizione fisica non perfetta e la mia crescita nel reggere il campo, nel sostenere il ritmo della Serie A1 hanno cambiato le previsioni. Inutile dire che per me è stato un anno fondamentale dove ho imparato soprattutto a vivere le difficoltà di una gara e a come uscirne. Anche in questo campionato i consigli di mio padre si sono aggiunti a quelli del tecnico: mi diceva di pensare a quello che stavi facendo e non a quello che avrei voluto fare, di mantenere la calma e di non lasciarmi trasportare dal mio umore in partita. Poteva essere una stagione in cui sarebbe stato concesso perdersi. Scendere in campo o allenarti sapendo che lo stipendio non sarebbe arrivato non è stato facile. La squadra e lo staff tecnico erano nervosi, preoccupati. Si parlava di sciopero, si parlava di allenarsi e di non giocare più. È difficile riuscire a rimanere concentrati sulla pallavolo quando vivi queste situazioni di rabbia, di tensione. Non mi era capitato e non sapevo neanche cosa fare, come comportarmi in spogliatoio, d’altronde non puoi chiedere di giocare senza preoccupazioni a chi deve mantenere una famiglia con quei soldi. Io ho cercato di allenarmi sempre al massimo pensando al mio futuro, con la voglia di non deludere i miei allenatori. Nonostante tutto la Sparkling ha fatto un ottimo campionato merito della forza di un gruppo giovane, di debuttanti, di giocatori che avevano qualcosa da dimostrare, da far vedere. Siamo stati la dimostrazione che i giovani ci sono, come me e Dragan, e che ci sono anche italiani che possono fare qualcosa di più delle previsioni come Riccardo Spairani e Leondino Giombini. Abbiamo giocato alla pari con le big del campionato come Cuneo, Roma, Modena. Al PalaLido abbiamo portato al tiebreak la capolista Trento. Il nostro campionato, anche senza play off, è stato positivo e l’abbiamo chiuso in bellezza con la vittoria al PalaVerde. Spero non sia l’ultima della squadra, anche per i nostri tifosi. Sono stati meravigliosi, ci sono sempre stati, li ho ringraziati tutti con una e-mail perché sono stati davvero speciali con me. Mi hanno accolto benissimo e ci sono stati nei momenti brutti della stagione. Il volley a Milano è davvero solo una questione di soldi. Milan e Inter rovinano la piazza, la maggior parte degli interessi è per loro, ma la città ha tutte le caratteristiche per diventare una capitale della pallavolo. Per rendere realtà questo sogno, però, ci vuole il coraggio di qualcuno che creda in questo progetto veramente”. Sante parole.
Il periodo della noia per Matteo Martino è di nuovo terminato. Anastasi lo ha chiamato in collegiale sin dal primo giorno e già si sa che farà parte dei 19 che si giocheranno una chance per la World League e le qualificazioni olimpiche.
Matteo si è rimesso in cammino. Dicono che alla seconda stella a destra deve girare.
Quella del suo talento.
Disegnerò ad occhi chiusi quei momenti che
Ricorderò come se fosse solo un'ora fa
E lascerò che i miei pensieri ti tormentino
Saranno lì per farti compagnia se vorrai...Oº°‘¨VoLlEy Is LiFe¨‘°ºO